nagle_vincent[1]La scoperta di essere amato è l’esperienza più importante della vita. Ed è quella che ci rende capaci di amare. Quando si vive la gioia di essere accolti, si diventa capaci di accogliere. È questo il messaggio di “Benvenuto a casa”, il volume di don Massimo Camisasca fondatore della «Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo», attualmente vescovo di Reggio Emila-Guastalla. Il volume sarà presentato

mercoledì 13 novembre 2013, ore 21.00
Ca’ Edimar, via Due Palazzi, 43

BENVENUTO A CASA

di Massimo Camisasca, San Paolo Edizioni 2013, p. 100.

 

Interviene don Vincent Nagle della Fraternità Sacerdotale san Carlo Borromeo (nella foto)

Coordina Francesca Trevisi, giornalista

Incontro organizzato da Associazione Edimar e Associazione Famiglie per l’Accoglienza Veneto.

In questo agile volume Massimo Camisasca parla per la prima volta direttamente alle famiglie che accolgono ragazzi in affido. Il libro contiene anche alcuni estratti di lettere scambiate con queste famiglie e costituisce, più in generale, una riflessione sul tema dell’accoglienza. “Nel nostro tempo in cui tanto si dibatte attorno alla convivenza fra uomini e donne di diverse culture, etnie, lingue e religioni, queste pagine vogliono offrire un itinerario semplice di accoglienza dell’altro. Qualunque persona è altro da me, ed è un segno del mistero che mi chiama, un segno di Dio nella mia vita.”

Non sono storie facili quelle che emergono dal libro di monsignor Camisasca: l’adozione e l’affido sono doni straordinari che però sono chiamati a misurarsi con la realtà della vita, cioè stanchezze, gelosie, delusioni, litigi, accanto a  tenerezza, gratitudine, affetto, dedizione. Camisasca non vuole affatto nascondere queste difficoltà: lascia esprimere alle stesse famiglie le proprie fatiche. Ma vi sono anche delle gioie straordinarie riservate a chi sa donarsi completamente, attraverso una «generazione» che non sia meramente materiale ma anche spirituale e affettiva.

Partendo da queste storie, coinvolgenti ed espressive, l’autore svolge una riflessione ad ampio raggio. E mette in luce quelli che dovrebbero essere gli atteggiamenti giusti per costruire «la casa sulla roccia». Primo fra tutti la pazienza: «Il nostro essere assieme sia pieno di pazienza. Qualcosa si deve spezzare in me per lasciare posto all’altro. La parola pazienza porta dentro di sé l’esperienza della sofferenza: pathos. La pazienza è fatta di sangue e di luce insieme. Permette di scoprire degli aspetti dell’altro che non conoscevamo».

Massimo Camisasca, ordinato prete nel 1975, ha fondato la «Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo», di cui è stato per anni superiore generale. Il 29 settembre 2012 è stato nominato dal Santo Padre vescovo di Reggio Emilia – Guastalla. Presso le Edizioni San Paolo ha pubblicato, tra gli altri, La sfida della paternità. Riflessioni sul sacerdozio (2003), Questa mia casa che Dio abita. Riflessioni sulla vita comune (2004), Passione per l’uomo. I passi della missione cristiana (2005), Sentieri d’Asia illuminati. Lettere ai missionari (2006), Il nuovo Occidente. Lettere ai missionari (2008) Don Giussani (2009), Padre. Ci saranno ancora sacerdoti nel futuro della Chiesa? (2010).

Vincent Nagle è nato a San Francisco, California, USA. Dopo la laurea in sociologia e materie classiche alla Università di San Francisco, ha lavorato in Marocco come insegnante di inglese per il Ministero dell’Educazione del Marocco e in Arabia Saudita, per poi conseguire un master in teologia a Berkeley, California. Vincent è poi entrato in seminario a Roma ed è stato ordinato prete nel 1992. Ha preso una laurea in islamica nel 1994 e ha passato il decennio successivo negli Stati Uniti come cappellano in un ospedale del New England. Dal 2006 al settembre 2012 è stato in missione in Terra Santa. Oggi è a Roma.

L’Associazione Famiglie per l’Accoglienza è una rete di famiglie diffuse sul territorio nazionale e in diversi Paesi del mondo, che si sostengono nell’esperienza dell’accoglienza familiare e la promuovono come bene per la persona e per la società intera. La storia dell’associazione in Veneto ha più di venticinque anni. Dall’incontro iniziale con un gruppo di famiglie affidatarie e adottive di Milano, “Famiglie per l’Accoglienza” è diventata nel tempo un punto di riferimento e di aggregazione per molte famiglie anche del Veneto.

Ca’ Edimar è un “villaggio” alla periferia di Padova dedicato al sostegno di giovani in difficoltà e delle loro famiglie. È un luogo dove sono attive due case di accoglienza per minori e una scuola di cucina e di panificazione. L’attività Edimar è presente a Padova dal 1997. In particolare l’Associazione di volontariato Edimar promuove la rete di famiglie coinvolti in percorsi di accoglienza e di affido collegati con l’esperienza di Ca’ Edimar.