Il potere dei senza potere: una testimonianza dal Venezuela

Incontro con Alejandro Marius, presidente di Trabajo y persona

Domenica 14 maggio ore 18,00, alle scuole Romano Bruni (via Fiorazzo 5, Ponte di Brenta)

Cosa può mai offrire un Paese con duecentomila omicidi l’anno e altrettanti emigranti su trenta milioni di abitanti, un’inflazione prevista quest’anno al 1.600 per cento (avete letto bene), che ha ridotto a due i giorni lavorativi della settimana per risparmiare elettricità, senza farina nelle panetterie e farmaci negli ospedali? Che speranza potrà nutrire un popolo governato da un autocrate capace di esautorare il Parlamento (dove teoricamente governerebbe l’opposizione), isolato la nazione dal resto del mondo e in cui le proteste di massa sono soffocate nel sangue, mentre vengono arrestati i componenti delle forze dell’ordine che non vogliono partecipare ai massacri?

Una Nazione può essere tanto stremata, eppure avere qualcosa da offrire, oltre alla più grande riserva petrolifera del mondo, resa ugualmente inservibile dal regime? Qual è la cosa migliore che ci si può attendere, se non la sua liberazione politica attraverso una sanguinosa guerra civile, peraltro già all’orizzonte?

Eppure, il suo tesoro non sembra essere metri sottoterra, ma avere braccia e gambe, idee e voce. Un volto incontrabile.

È questo il volto di Alejandro Marius. Alejandro, nato e cresciuto nel Paese che prese il nome dalla suggestione del navigatore Amerigo Vespucci, il quale trovò così somiglianti le palafitte della laguna di Maracaibo a Venezia al punto da battezzarle Veneziola, ci conduce per mano in un’altra dimensione della difficile vita venezuelana, che egli vive nella carne insieme alla famiglia. Una dimensione fatta di libertà e perdono.

In un suo recente articolo, Alejandro, presidente dell’associazione Trabajo y persona, ammette la tentazione: «di fronte al dramma che stiamo vivendo in Venezuela sembra che per alcuni il momento di perdonare non sia ora, che il fine giustichi i mezzi e che sia possibile cominciare a perdonare dopo una montagna di morti». Alejandro la vede diversamente: le proteste pacifiche sono un diritto ma devono accompagnarsi a proposte; la libertà esige la responsabilità di ricostruire insieme; la speranza ha la forma di un processo di rinnovamento, lento e faticoso.

In cosa consiste la responsabilità di chi è impotente di fronte alle vicende del suo Paese? Perché Alejandro, da cittadino qualunque, è disposto ad accollarsi le fatiche e l’impegno che spetterebbero al regime? Dove si celano la soddisfazione, la fiducia e la speranza che gli consentono la pazienza e il perdono? Queste domande non riguardano solo chi vive ad un oceano di distanza ma ciascuno di noi; allo scoprire che per la nostra città passa chi sembra averle affrontate, suscita la nostra curiosità; poterlo incontrare e udirne la voce, smuove il nostro torpore.

Siamo dunque onorati di questa visita, che restituisce alla vicenda del martoriato Paese non solo la dignità che le spetta, ma un valore paradigmatico - rende il suo Calvario qualcosa cui prestare attenzione per ragioni molto personali. Dove si cela il vero potere, in ciascuno di noi?

 


Club ROSMINI

NOVITA' 2017! Come associato e/o donatore avrai la possibilità di partecipare al Club ROSMINI: una formula di partecipazione diretta e informale alle attività di escursioni, di incontro conviviale e dialogo dell'Associazione.

Il “Club ROSMINI” Ti propone:

  • A DINNER WITH...: possibilità di partecipare a cene e incontri esclusivi, con protagonisti della vita culturale e politica, italiana ed estera. L’anno scorso abbiamo incontrato il filosofo e giurista Brett Scharffs, a capo del più grande network mondiale sulla libertà religiosa e il demografo e senatore Gianpiero Dalla Zuanna. Quest'anno in programma altre “cene con...”: un modo diverso di incontrare e dialogare con personaggi autentici e liberi nel pensiero e nell'esperienza umana.
  • A WALK WITH......:  Il “Club Rosmini” suggerisce periodicamente una serie di “passeggiate” artistiche, culturali o naturalistiche con l'obiettivo di far scoprire (o riscoprire) luoghi, monumenti o percorsi artistici. Dopo le recenti visite alla Padova ebraica e ai Crocifissi di Donatello, abbiamo in cantiere alcune uscite di diverso “approccio”: un’uscita insolita artistico-paesaggistica sui Colli Euganei per grandi e piccoli; una passeggiata all'eremo storico di San Cassiano (Colli Berici); una visita alle mostre ed esposizioni proposte in Veneto durante l'annata (Treviso, Padova, Verona); una visita al Museo delle Icone Russe di Palazzo Montanari (Vicenza).

Il nostro obiettivo è coinvolgerTi in tutte queste iniziative, per realizzare sempre più un autentico “filo diretto” all'interno dell'Associazione. Solo così potremo essere nella nostra città un luogo di incontro reale, dinamico, fruttuoso. Perché la cultura è autentica quando sgorga da esperienze condivise e costruttive.

TI ASPETTIAMO! Per associarsi clicca qui.


Migranti, la sfida dell'incontro

#MettiamolaInMostra

Traguardo

3.000,00 €

Raccolti

350,00 €

Scadenza

15 Giu 2017

Vorremmo portare a Padova una grande mostra dal titolo: MIGRANTI, LA SFIDA DELL'INCONTRO. E’ stata l’esposizione più vista ed apprezzata del Meeting per l'Amicizia tra i Popoli-Edizione 2016  (per maggiori informazioni clicca qui), ora sta girando l’Italia e Padova non la conosce ancora.

Il nostro progetto vuole essere un’opportunità di riflessione e di giudizio per la nostra Città, che ha vissuto e vive il fenomeno in tutte le sue dimensioni. La mostra, infatti, è un’occasione ricca di vita e di domande, di attese e disperazione tra chi arriva, di generosità e paure tra chi ci accoglie, sempre seguendo le parole pronunciate da Papa Francesco all'ONU: “Non si amano i concetti, non si ama un’idea; si amano le persone” (1° World Humanitarian Summit, Istanbul 23 Maggio 2016).

IL PROGETTO si dividerà nell’Allestimento della mostra, composta da pannelli e video, accessibile liberamente al pubblico e da due eventi di presentazione e riflessione dell’esposizione, uno di carattere scientifico ed uno che avrà un filone maggiormente esperienziale.

AIUTACI, segnalando la campagna ai tuoi amici e/o donando un piccolo contributo tramite carta di credito, con sistema PayPal cliccando sul bottone Dona a destra, o con bonifico alle seguenti coordinate bancarie:

IBAN IT26 J033 5901 6001 0000 0001 607 - Banca Prossima

Intestazione: Associazione culturale Antonio Rosmini

Causale: Migranti la sfida dell’Incontro

Ti ringraziamo per il tuo Sostegno e con una piccola donazione entrarai a far parte del Club Rosmini!


CULTURA IN MOVIMENTO: UNA PROPOSTA PER TUTTI

Caro Amico,

L'Associazione Rosmini è da anni uno dei soggetti culturali più presenti e più propositivi del territorio padovano. Nata nel 1985 per favorire – secondo l'apertura culturale che era propria di Antonio Rosmini, educatore e filosofo - l’approfondimento dell’esperienza della contemporaneità, proponendo alla città occasioni di incontro, spettacolo, riflessione, cultura ed esperienza artistica sulle tematiche più attuali ed interessanti, la “ROSMINI” (come viene familiarmente chiamata da soci ed amici) prosegue la sua attività con semplicità e discrezione, ma con cura e puntualità, proponendoti appuntamenti e dibattiti accuratamente selezionati.

Guardando al recente passato, per l'Associazione il 2016 è stato “l’anno di Giotto”. Con il progetto Armonie Giottesche, abbiamo portato la musica del maestro Marcelo Cesena nella Cappella degli Scrovegni e dato voce alla magia di Giotto, con un concerto divenuto spettacolo multimediale offerto alla città di Padova. Il fascino e il successo di Armonie Giottesche è stato così emozionante e poderoso, che ora quella produzione multimediale sta girando il mondo, sempre con l'interpretazione del maestro Cesena.

Ebbene: nel 2017 non vogliamo semplicemente “replicare” l'emozione di quell'evento, non unico in un'annata che ci ha visto proporre altri eventi affollatissimi, come il dibattito pre-referendum tra due costituzionalisti di opposte vedute: forse l'unico dialogo cittadino svolto all'insegna dell'effettivo reciproco rispetto.

Nel 2017 vogliamo continuare ad aprire la nostra Città alle sfide che il mondo e il nostro Paese ci lanciano attraverso proposte ed eventi che rispettino l'intuizione originaria della ROSMINI: guardare alla contemporaneità facendone emergere la positività e giudicandola senza schemi dominanti o di convenienza occasionale.

Nel percorrere questa strada abbiamo bisogno del Tuo coinvolgimento, della Tua partecipazione e del Tuo prezioso supporto. Ti chiediamo di darci fiducia, come già avete fatto in tanti l’anno scorso.

Ecco quindi la nostra proposta 2017: partecipa e diventa con noi protagonista del dibattito culturale e sociale a Padova.

COSA VOGLIAMO FARE NEL 2017. In questa prima parte dell’anno stiamo lavorando sui seguenti eventi ed appuntamenti: 

  1. MOSTRA SULLA PIU’ GRANDE SFIDA DI QUESTI ANNI: L’ARRIVO DEI MIGRANTI. Vorremmo portare a Padova una grande esposizione che sta girando l’Italia: MIGRANTI, LA SFIDA DELL'INCONTRO. Si tratta della mostra più vista ed apprezzata del Meeting per l'Amicizia tra i Popoli-Edizione 2016 e Padova non la conosce ancora. E' un’occasione ricca di vita e di domande, di attese e disperazione tra chi arriva, di generosità e paure tra chi ci accoglie, sempre seguendo le parole pronunciate da Papa Francesco all'ONU: “Non si amano i concetti, non si ama un’idea; si amano le persone” (1° World Humanitarian Summit, Istanbul 23 Maggio 2016). È dunque anche un’opportunità di riflessione e giudizio per la nostra Città, che ha vissuto e vive il fenomeno in tutte le sue dimensioni. Per maggiori informazioni clicca qui.
  2. PRESENTAZIONE DEL VOLUME “IL PRIMO GHETTO”, di Francesco Jori che si terrà il 6 aprile, alle h. 17.30. Consolideremo così la nostra collaborazione con il Museo ebraico, presentando il libro del più noto giornalista ed editorialista del Veneto con Gadi Luzzatto ed Enzo Pace nella splendida cornice dell’ex sinagoga. Per maggiori informazioni clicca qui.
  3. PADOVA: QUALE CITTA' VOGLIAMO COSTRUIRE? INCONTRO SULLE PROSSIME ELEZIONI COMUNALI, in programmazione per la fine di maggio.

Lo faremo a modo nostro: sui contenuti e con imparzialità, come abbiamo fatto con il dibattito sul Referendum costituzionale nel 2016. Non ci interessa suggerire una decisione, ma favorire il giudizio consapevole di tutti. Vogliamo organizzare un grande evento, in cui i protagonisti della vita locale si misurino con le sfide che la Città deve cogliere.

Questi sono i tre appuntamenti iniziali che l'Associazione sta proponendo per il primo semestre dell'anno e su cui ti chiediamo un coinvolgimento autentico e concreto.

COME PUOI AIUTARCI. Ti chiediamo di sostenerci con piccoli e concreti gesti associandoti o donando su progetti specifici e, soprattutto, chiedendo ai tuoi amici di essere nostri sostenitori.

  1. ASSOCIATI per l’a.s. 2016-17 con una quota di 10 euro. Puoi farlo anche con carta di credito o con bonifico bancario cliccando qui.
  2. DONA PER UN PROGETTO SPECIFICO come per la Mostra dei Migranti. Puoi farlo anche con carta di credito o con bonifico bancario cliccando qui.
  3. INVIA LE TUE PROPOSTE: contiamo sul tuo contributo ideativo e propositivo. Hai a disposizione una mail info@rosminipadova.it a cui farci pervenire le tue proposte di incontro, spettacolo, dibattito che riguarderanno la programmazione futura della Rosmini.

In questo modo CI AIUTERAI A REALIZZARE questi ed altri eventi durante il 2017. La NOVITA' 2017 è anche questa: come associato o donatore avrai la possibilità di partecipare al CLUB ROSMINI. Si tratta di una formula di partecipazione diretta e informale alle attività di escursioni, di incontro conviviale e dialogo dell'Associazione.

Il “Club Rosmini” propone:

  •  A DINNER WITH...: Entrando nel “Club Rosmini” potrai essere inviato a cene e incontri esclusivi, con protagonisti della vita culturale e politica, italiana ed estera.
    L’anno scorso abbiamo incontrato il filosofo e giurista Brett Scharffs, a capo del più grande network mondiale sulla libertà religiosa e il demografo e senatore Gianpiero Dalla Zuanna. Quest'anno in programma altre “cene con...”: un modo diverso di incontrare e dialogare con personaggi autentici e liberi nel pensiero e nell'esperienza umana.
  •  A WALK WITH......:  Il “Club Rosmini” suggerisce periodicamente una serie di “passeggiate” artistiche, culturali o naturalistiche con l'obiettivo di far scoprire (o riscoprire) luoghi, monumenti o percorsi artistici.
    Dopo le recenti visite alla Padova ebraica e ai Crocifissi di Donatello, abbiamo in cantiere alcune uscite di diverso “approccio”: un’uscita insolita artistico-paesaggistica sui Colli Euganei per grandi e piccoli; una passeggiata all'eremo storico di San Cassiano (Colli Berici); una visita alle mostre ed esposizioni proposte in Veneto durante l'annata (Treviso, Padova, Verona); una visita al Museo delle Icone Russe di Palazzo Montanari (Vicenza).

Il nostro obiettivo è coinvolgerTi in tutte queste iniziative, per realizzare sempre più un autentico “filo diretto” all'interno dell'Associazione. Solo così potremo essere nella nostra città un luogo di incontro reale, dinamico, fruttuoso. Perché la cultura è autentica quando sgorga da esperienze condivise e costruttive.

A nome della Associazione Culturale Antonio Rosmini Padova, Ti ringrazio di cuore.

Andrea Pin


Campagna Associativa: Una proposta per Tutti!

Qualche buon motivo per diventare Soci e contribuire alla vita culturale e sociale di Padova

La ROSMINI è da anni uno dei soggetti culturali più presenti e più propositivi del territorio padovano. Nata nel 1985 per favorire – secondo l'apertura culturale che era propria di Antonio Rosmini, educatore e filosofo - l’approfondimento dell’esperienza della contemporaneità, proponendo alla città occasioni di incontro, spettacolo, riflessione, cultura ed esperienza artistica sulle tematiche più attuali ed interessanti.

Nel 2017 vogliamo continuare ad aprire la nostra Città alle sfide che il mondo e il nostro Paese ci lanciano attraverso proposte ed eventi che rispettino l'intuizione originaria della nostra Associazione: guardare alla contemporaneità facendone emergere la positività e giudicandola senza schemi dominanti o di convenienza occasionale.

Nel percorrere questa strada abbiamo bisogno del Tuo coinvolgimento, della Tua partecipazione e del Tuo prezioso supporto, nella consapevolezza che possiamo operare esclusivamente grazie agli amici che la sostengono.

 

Ecco la nostra proposta: diventa subito Socio per questo anno sociale con una piccola quota di 10 euro tramite carta di credito,  cliccando sul bottone Dona subito a destra, o con bonifico alle seguenti coordinate bancarie:

IBAN IT79F0306909606100000001607 - Intesa Sanpaolo                        Intestazione: Associazione culturale Antonio Rosmini                                Causale: Quota Associativa.

 

NOVITA' 2017: come associato o donatore avrai la possibilità di partecipare al “CLUB ROSMINI”, per maggiori informazioni clicca qui.


1516, il primo Ghetto. Storia e storie degli Ebrei veneziani

È stato il primo ghetto della storia, ma nella sua storia ha assunto un significato e un vissuto radicalmente opposti rispetto al messaggio negativo impressogli specie dalla barbarie nazista, e simbolicamente identificato in quello di Varsavia. Quando la Serenissima istituisce il ghetto, cinquecento anni fa, dà vita a un’esperienza di reciproca contaminazione che per quasi tre secoli caratterizzerà una realtà unica nel suo genere. Di questo straordinario percorso si parlerà

giovedì 6 aprile alle 17.30
nella sede del Museo della Padova Ebraica

via delle Piazze 26, Padova

in occasione della presentazione del libro di

Francesco JORI
1516, il primo Ghetto - Storia e storie degli Ebrei veneziani
(Edizioni Biblioteca dell’Immagine)

Iniziativa a cura dell’Associazione culturale Antonio Rosmini, del Museo della Padova Ebraica e di CoopCulture.

Dopo il saluto del presidente dell’Associazione Rosmini, Andrea PIN, ne parleranno

Enzo PACE, docente di Sociologia delle religioni all’Università di Padova,

Gadi LUZZATTO VOGHERA, direttore del Cdec di Milano, il principale istituto italiano di storia e documentazione dell’ebraismo contemporaneo

Sarà presente l’AUTORE.

Il libro di Jori prende le mosse dalla scelta di Venezia che va controcorrente rispetto a tutte le grandi potenze dell’epoca: la Serenissima li tiene, sia pur assegnando loro una zona specifica della città. Nasce da lì una storia che propone uno spaccato di una Venezia in cui convivono razze, fedi, mestieri, tipi umani e stili di vita diversi, e nella quale il Ghetto rappresenta un singolare universo limitato nello spazio ma affollato nelle situazioni.

Dai 700 abitanti iniziali si passa a 5mila, il che dà vita a una singolare sky-line con case alte fino a sette piani. Uno spazio in cui si prega e si fa festa, si studia e si sgobba, si osservano i riti e si ricevono visite di tutti i tipi. In un simile contesto si sviluppa un intenso rapporto tra ebrei e veneziani, che poggia su due grandi pilastri: l’economia, attraverso l’attività ebraica dei banchi di pegno, ma anche la cultura, con la straordinaria stagione del libro.

Nelle pagine del testo gli eventi principali si intrecciano con la narrazione della vita quotidiana, documentando il grande contributo della comunità ebraica al luogo in cui vive.

 

Scarica la locandina.


Romanae Disputationes, 3.000 studenti duellano a colpi di argomentazioni filosofiche

Dopo la lunga preparazione cominciata a novembre con le lezioni di Carlo Sini e Carmine Di Martino, venerdì 17 e sabato 18 marzo a Roma nell’Aula magna della Pontificia Università di San Tommaso 900 studenti degli oltre 3000 partecipanti si riuniranno a Roma per la convention finale di Romanae Disputationes, concorso nazionale di filosofia per licei.
Ragazzi da tutta Italia sono stati guidati dai loro docenti e da importanti professori del mondo accademico a riflettere sul tema “Logos e techne. Tecnologia e filosofia”. In questo mondo che viaggia alla velocità dei social e dove la tecnologia invade ogni aspetto della vita, tanti studenti hanno deciso di cogliere la sfida di fermarsi un attimo a pensare e valutare ciò che a loro sta accadendo, i vantaggi e i punti critici di un nuovo mondo che sta emergendo.
I 900 finalisti si prepareranno all’ultimo affondo, alla sottigliezza vincente e alla dimostrazione inconfutabile attraverso le lezioni di grandi professori, per affrontarsi nelle sfide dialettiche degli Age contra e per la premiazione dei migliori elaborati dei team junior e senior.

Non solo filosofi tra i docenti-allenatori. Interverranno tra gli altri Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo; Roberto Mordacci, preside della Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano; Antonio Petagine, ricercatore della Fondazione RUI; Pietro Toffoletto, docente e musicista; Costantino Esposito, docente di Storia della Filosofia all’Università di Bari; Adelino Cattani, docente di Teoria dell’argomentazione all’Università di Padova. Esposito e Cattani presiederanno le premiazioni insieme a Francesco Botturi, prorettore dell’Università Cattolica di Milano.

 

Il Concorso

Ideatore e direttore del Concorso RD 2017 è il professor Marco Ferrari, tra i dieci finalisti del primo Italian Teacher Prize del MIUR. Il Concorso è promosso da ToKalOn-Didattica per l’Eccellenza, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Istituto Toniolo, Loescher Editore, Laterza editore, la Fondazione Rui, i corsi post-diploma Set Up, la Fondazione De Gasperi, l’associazione Diesse e con il patrocinio dell’Università di Padova.

Il Concorso nazionale di filosofia per studenti della secondaria superiore Romanae Disputationes intende risvegliare l’interesse alla filosofia e sviluppare le capacità critiche e dialettiche negli studenti, attraverso un percorso di studio e di confronto, aperto a tutti gli orientamenti culturali, in collaborazione con il mondo universitario, ponendo a tema le grandi domande che la filosofia offre all’uomo contemporaneo.

ToKalOn-Didattica per l’eccellenza è un’associazione di docenti di scuola superiore, ricercatori universitari e liberi professionisti, nata nel maggio 2012 per realizzare percorsi didattici d’eccellenza, specifici e complementari ai curricula formativi tradizionali della scuola primaria, secondaria inferiore e superiore e della formazione universitaria e postdiploma.

 

Il sito internet delle Romanae Disputationes http://romanaedisputationes.com/

La pagina Facebook delle Romanae Disputationes www.facebook.com/RomanaeDisputationes/


Rondoni a Padova presenta "La natura del bastardo"

Giovedì 16 febbraio alle 18.00 al Mondadori Bookstore di Piazza Insurrezione, 3 a Padova Davide Rondoni presenta il suo libro di poesie “La natura del bastardo”.

Un vero e proprio formidabile accendersi, e poi riaccendersi, di frammenti vitali, in un coacervo di esperienze, di impressioni forti e contraddittorie, di amore vario eppure ininterrotto, in un rapporto costante e diretto con il reale, nella contemporaneità, che non lascia tregua al lettore.

Davide Rondoni tocca con questo libro il punto di più persuasiva tensione nella sua ricerca poetica, che si propone come fortemente innovativa pur senza programmarsi come tale. Innovativa perché riesce a cogliere, dalla dimensione anche apparentemente banale dell’esistere e dalla normalità del linguaggio piano della comunicazione, gli strumenti e gli spunti per una riflessione implicita continua sulla dimensione umana, non senza i felici effetti di improvvisi stacchi verticali.

Rondoni ci offre dunque i suoi viaggi nella quotidianità del molteplice manifestarsi dell’amore, con la capacità di attraversare il buio dell’esperienza e delle cose e di farle trionfare in una sorta di imprevista luce. La luce che squarcia l’opacità apparente dell’esistere.


Radici, Identità e Globalizzazione

Lunedì 13 febbraio alle ore 17.30 presso l’Aula Nievo dell’Università degli Studi di Padova si terrà un incontro dal titolo “Radici, Identità e Globalizzazione” promosso da PadovaLegge.

Interverranno all’evento Sua Eminenza Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e del Consiglio di Coordinamento fra Accademie Pontificie, l’On. Luciano Violante, Presidente Emerito della Camera dei Deputati.

L’incontro verrà moderato dal dott. Ferruccio de Bortoli, Presidente della Casa editrice Longanesi.

L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti. E’ consigliata la registrazione scrivendo una mail a: info@padovalegge.it.


Eredità, io, gesto. La mostra bolognese di Mario Cancelli presentata da Patrizia Pizzirani

mostra-cancelli-2Il primo dicembre è stata inaugurata al Cafè de la Paix di Bologna la mostra del critico d’arte e pittore - oltre che editorialista del nostro sito - Mario Cancelli, dal titolo “Eredità, io, gesto”. La mostra rimane aperta fino al 15 gennaio 2017. Riportiamo la recensione di Art Tribune (a questo link) ma soprattutto il testo critico di Patrizia Pizzirani che riportiamo qui sotto.

 

Mario Cancelli nasce critico d’arte

di Patrizia Pizzirani

mario-cancelliLo sguardo, il mirare, sono un suo chiodo, si può dire, come attestano alcuni quadri. Schiodarsi da quel mirare, da quel contemplare, è stato il lavoro di una parte della sua vita che questa mostra documenta.

Negli anni ’80 avviene l’incontro con William Congdon, mirato sì alla luce rapinosa e gloriosa dell’estetica teologica di von Balthasar, ma anche osservato, indagato e restituito alla sua propria action painting, contro altri critici che ne celebravano la mistica dissoluzione.

babbo-mamma-io-e-paesaggio-1999-olioCancelli inizia a dipingere con alcuni piccoli quadri già preziosi nel 2002: Luna, ferita, che ricorda sia l’orma di Congdon che un sipario sfondato, fra Fontana e Leopardi, Sole, Scorpiace, Paesaggio, Ei-lat e Scorpiace, sabbia.

Di quegli anni è anche la serie Edipo latino: Il sogno di Caligola (Incitatus, notte. Presagio) e Edipo latino, lo scriba. A GBC, i quali illustrano una nuova libertà, una libertà da divano, che l’autore conosce e registra anche pittoricamente: il rimosso che ritorna trova spazio e si disinnesca in un fumetto graffito che apre all’umorismo, perché anche la patologia ha una sua rispettabile amabilità.

mostra-cancelli-3Va detto che subito dopo, per anni, tale libertà di discorso viene quasi accantonata: è la lunga teoria dei bellissimi piccoli paesaggi, molti in verticale, dove l’orizzonte è in agguato sulla terra, ristretto o sconfinato, tramonto o giorno notturno e dove l’unico evento è talvolta una frana che precipita dall’alto, citazione materica del dramma che non scalfisce l’idillio.

mostra-cancelli-1Cancelli mira la natura, “stanza smisurata e superba”, un luogo ideale che quasi lo ipnotizza: se perfino nei campi cristologici di Congdon il dramma non mancava mai, qui ciò che non manca mai è appunto l’idillio, su cui l’autore impasta e fa scendere ampie dosi di fangosi autunni morlottiani. Insomma, l’eredità si rivela più apparente che reale, anche perché, mentre Congdon procede per sottrazione, aspira all’essenziale pittorico per denudare l’immagine, Cancelli procede per accumulazione, talvolta per “superfetazione” o abuso materico in corpo pittorico.

immacolata-concezione-2015-olio“Mai usato un pennello, mi farebbe orrore”: così dichiara Cancelli.

La spatola, piccolo, rudimentale e gioioso strumento, ci mette nel mezzo di quel gioco di bambini (“se non ritornerete come bambini”) che i quadri di quest’autore sono: per i più recenti si potrebbe parlare di infant action, parafrasando la tanto amata-mirata action painting, tale è la furia di dipingere con cui sono stati fatti e l’ironia e il divertimento che essi comunicano.

la-morte-di-mose-4-aperitivo-a-babbo-morto-2016-acrilicoNel 2016, interrompendo la fase idillico-contemplativa, inizia infatti una sorta di fumetto biblico, forse una jewish action che pare ben lontana dall’esaurirsi, in cui assistiamo a numerose morti di Mosè, il liberatore-fondatore d’Israele, seguite da festeggiamenti nel deserto post parricidio: e il mondo è di un viola livido, come si conviene a chi sta già erigendo il totem e producendo conseguenti inevitabili tabù. Sono rappresentazioni rese possibili dalla riflessione assidua sulle opere di Freud, in particolare Mosè e il monoteismo.

Anche L’albero si riconosce dai frutti 1 è del 2016: un frutto dorato giace a terra, a dire quale albero fosse quello che, significativamente, è scomparso dal quadro. Quel luminoso agrume cade sulle ceneri dell’ontologia e dice la scoperta che il pensiero di Gesù è economico: scandalo da sempre censurato.

schiodarsi-dallideale-2016-acrilicoL’albero si riconosce dai frutti 2 sviluppa la stessa acquisizione del pensiero di natura, ma si riposa in un verde spento, istoriato e pomeridiano, come un frammento di tappezzeria matissiana.

Sempre del 2016 sono anche i vari La millenaria piaga che ci siamo portati dall’Egitto, cioè le circoncisioni ispirate dai versi di quell’Heine che aveva favorito in Freud l’inizio della riflessione sul monoteismo e la conseguente critica alla religione.

Allo stesso anno appartengono anche le due nebbiose Piramidi, che sorgono in una sfocata lontananza, monumenti del Superio, rappresentato quasi come un mostro di famiglia: sulle pendici di Piramide-Paneveggio crescono perfino due abeti (la piramide delocalizzata dall’Egitto al Trentino racconta che la nevrosi è universale ed è lei la vera globalizzazione).

citta-franaNel 2016 arriva anche la piccola serie dei Superio (Let it fall e Il Superio 1 e 2) che evolvono da antichi, disfatti asfalti di estati bolognesi, e da tentazioni-resurrezioni, queste sì pittoricamente congdonianissime, dove il nero si ritirava davanti alla luce.

Quel catrame, reale o metaforico, è per Cancelli quasi la garanzia del gesto, perché attesta che l’io-pensiero è passato di lì; gesto così tanto ribadito forse per scappare alla paresi della contemplazione di cui egli sente tuttora il richiamo: io ci sono, dice quel gesto, non per una platonica eternità, ma in saecula saeculorum.

A quella libertà iniziale l’autore dimostra di voler ritornare.

Così pensava anche l’Edipo latino del piccolo quadro omonimo (qui citato all’inizio) dipinto nel 2004, che occorre riprendere per concludere: un Edipo laico, felice di poter finalmente rappresentare il proprio rimosso, graffito sulla parte superiore, e di salvarsi in tal modo dalla catastrofe dell’ideale che paralizzava l’Edipo greco; più simile dunque all’Edipo riuscito di Hartmann Von Aue. Il gesto stesso in tale prospettiva perde l’aura romantica e forse potrà abilitarsi a raccontare il suo moto. È il caso di dire che quel piccolo quadro è dedicato a G.B. Contri cui, evidentemente, questa mostra risulta a sua volta dedicata.