«Perché, per essere cristiani, è necessario andare a Messa?»
«Perché, per essere cristiani, è necessario andare a Messa? Questo interrogativo, posto da un cattolico non praticante all’amico sacerdote durante una cena, è il fil rouge del libro di Ricardo Reyes Castillo “Lettere tra cielo e terra” (Cantagalli 2012).
Il volume verrà presentato lunedì 15 dicembre alle 21.00 nel centro congressi Padova “A. Luciani” da Giuseppe Butturini, storico della Chiesa, e dallo stesso autore.
Don Ricardo Reyes si rivolge a credenti e non, in un percorso sorprendente e di facile lettura, per aiutarli a riscoprire l’esperienza eucaristica della Messa e la bellezza di Dio.
«Non è un saggio di teologia», spiega, «ma dodici lettere scritte in un linguaggio accessibile, nelle quali, attraverso episodi personali e passi della Bibbia, si cerca di spiegare la Messa: un atto di culto ancora e sempre presente, ma del quale si è finito per dimenticare il senso e che troppo spesso è vissuto solo come un rito scollato dalla vita quotidiana».
Ricardo Reyes (nella foto, con il cardinale Antonio Canizares) è nato a Grenoble nel 1974 da genitori panamensi. Dal 2003 è presbitero della diocesi di Roma. Ha conseguito il dottorato in Sacra Liturgia presso il Pontificio Istituto Liturgico di Sant’Anselmo a Roma. Attualmente svolge il suo ministero pastorale nella parrocchia di San Basilio a Roma. Ha pubblicato: L’unità nel pensiero liturgico di Joseph Ratzinger (BEL Subsidia 158), CLV, Roma 2011.
Ricardo Reyes Castillo
Lettere tra cielo e terra
Cantagalli (2012)
Isbn 978-8882728717
15 euro
“Educare senza paura” con don Vincent Nagle
Le Scuole Romano Bruni presentano, martedì 25 novembre alle ore 21,15 nell’Istituto Romano Bruni a Ponte di Brenta, l’incontro “Educare senza paura” con don Vincent Nagle, della Fraternità San Carlo, tra i curatori della mostra ‘Nessuno genera se non è generato – Alla scoperta del padre in Omero, Dante e Tolkien’, promossa dalla Fraternità sacerdotale San Carlo Borromeo.
Attraverso il materiale espositivo, fatto di 20 pannelli a colori, la mostra, che da mercoledì 26 a venerdì 28 novembre è ospitata dalla scuola, sottolinea l’importanza del rapporto fra padre e figlio, fondamentale nella crescita dei ragazzi e sperimentato quotidianamente nel lavoro di educatori, sia in famiglia che a scuola.
Vengono ripercorsi alcuni grandi classici della letteratura per comprendere e raccontare l’esperienza della paternità. Gli autori intendono perseguire l’obiettivo di risvegliare nei ragazzi la riflessione verso il rapporto con il proprio padre perchè in questi ultimi decenni è venuta meno la figura del padre che è una figura fondamentale per la formazione dell’uomo, in quanto si genera una persona matura in senso pieno se si riscopre l’importanza della paternità.
Vincent Nagle è nato a San Francisco, California, USA. Dopo la laurea in sociologia e materie classiche alla Università di San Francisco, ha lavorato in Marocco come insegnante di inglese per il Ministero dell’Educazione del Marocco e in Arabia Saudita, per poi conseguire un master in teologia a Berkeley, California. Vincent è poi entrato in seminario a Roma ed è stato ordinato prete nel 1992. Ha preso una laurea in islamica nel 1994 e ha passato il decennio successivo negli Stati Uniti come cappellano in un ospedale del New England.Dal 2006 al settembre 2012 è stato in missione in Terra Santa. Oggi è a Roma.
I ragazzi del '99 ricordano la Grande Guerra
Naturalmente qui si parla non di 1899, ma di 1999: i quindicenni della attuale classe seconda del liceo Scientifico Romano Bruni di Padova che hanno preparato l’allestimento di una mostra in occasione del Centenario della Grande Guerra.
La scelta è ricaduta sullo studio e sull’analisi di poesie scritte da poeti che hanno avuto esperienza diretta e indiretta della prima guerra mondiale. In questo modo si è anche svolto il programma ministeriale che prevede per il secondo anno di liceo lo studio del testo poetico.
Ha avuto una grande valenza per i ragazzi scoprire che l’ultima classe chiamata alle armi nel conflitto fu proprio quella del 1899. Ragazzi appena diciottenni o anche diciassettenni raggiunsero il fronte nel 1917. Anche loro sono nati nel ’99 di cento anni dopo. Questo semplice dato anagrafico ha favorito una più profonda immedesimazione con le esperienze riportate nelle poesie studiate.
Un dato molto importante per comprendere la tematica trattata è che la poesia di guerra è di gran lunga differente dalla prosa di guerra.
La prosa nasce come esigenza di raccontare ciò che è accaduto e quasi mai l’autore è già uno scrittore, egli è innanzitutto un soldato, solo dopo l’esperienza tragica della guerra si scopre scrittore servendo il bisogno di dover tramandare ciò che ha vissuto. La guerra trasforma alcuni uomini, anche di estrazione comune, in scrittori.
La poesia invece è scritta, per lo più, da autori diventati soldati, intellettuali che hanno fatto i conti con la guerra.
Quanto detto è significativo perché gran parte della classe intellettuale dell’epoca inneggiava alla guerra, la desiderava, la voleva. Poi tutti fecero i conti con il fango e il sangue, la riduzione dell’uomo a topo di trincea, meccanismo in mano ai potenti. La poesia registrò questo impatto tra roboante ideologia e terribile realtà. La produzione così si trasforma da abbacinante glorificazione della guerra a frammento in cui il poeta desidera ritrovare se stesso.
Un’ultima annotazione: c’è un’altra poesia parallela a tutto questo, non elitaria, popolare, che esprime i sentimenti di tutti in altra forma. E’ il canto. A volte preesistente e trasformato in guerra, a volte totalmente nuovo. La strada poetica di una classe non intellettuale.
Il lavoro ha prodotto un percorso in cui vengono presentate le poesie, con il commento dei ragazzi ed è suddiviso in tre parti o sezioni.
Prima sezione: le poesie interventiste
Attraverso le composizioni di Govoni, Saba, Marinetti abbiamo visto come viene presentata la guerra da parte di chi la voleva. La guerra è descritta come la pace. Il lessico sovverte le cose e trasforma l’odio in amore, la morte in vita. Le forme della tradizione poetica vengono distrutte così come si vorrebbe fare con la società e il mondo.
Seconda Sezione: le poesie dell’esperienza tragica
Soffici, Ungaretti e Rebora ci accompagnano nella melma e nel sangue del fronte. Il poeta trasforma la sua opera, scrive frammenti. Cerca sé stesso. Con risultati diversi, ma ugualmente drammatici e intensi. Rebora si impietrisce e vuole il silenzio, Ungaretti cerca e scopre ciò che conta nell’esistenza.
Terza sezione: le poesie colpite dal bello
Dentro tutto il dramma e la morte a volte qualcosa risorge, qualcosa sfugge alla morsa del dolore. Sono attimi di stupore e meraviglia, attimi di nostalgia, dove si affacciano alla mente ricordi di un tempo. Bottai, Stuparich e Martini si accorgono di cose così.
Alla fine, come un contro canto si possono ascoltare alcune strofe di canti alpini, che si commentano da soli.
Memoria Duttile Sasso, ad Este la mostra di Alfredo Truttero
Sabato 22 novembre 2014 alle ore 18.00, presso la sede del Centro Culturale La Medusa - ex-Collegio Vescovile, via Garibaldi, Este (PD) - si inaugura la personale di Alfredo Truttero 'Memoria Duttile Sasso'. La mostra sarà presentata da Benedetto Roselli e resterà aperta dal 22 novembre al 13 dicembre 2014 con ingresso libero e nei seguenti orari:
- Tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00
- Domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 20.00 su prenotazione.
Nell'occasione il chitarrista Luciano Chillemi presenterà alcune brevi composizioni di Luca Belloni ispirate ai soggetti della mostra.
Sarà presentato anche il catalogo della mostra, 48 pagine con testi critici e narrativi di E. Andreatta, E. Girardi, G. Zennaro, A.P. Gellini, A. Tartara, M.P. Tindaci, L. Belloni. Fotografie di M. Gottardo.
Il catalogo è acquistabile anche online.
Alfredo TRUTTERO
È nato il 31 marzo del 1958 a Milano. Dopo aver compiuto gli studi classici a Varese si iscrive all’Accademia di BB.AA. “Lorenzo da Viterbo” diretta da G. Gatt. A Milano frequenta i corsi di K. Azuma, C. Mo, G. Colombo, W. Valentini alla Nuova Accademia. È scultore e docente di Discipline Plastiche al Liceo Artistico “A. Modigliani” di Padova. Ha tenuto corsie conferenze per studenti sull’arte moderna e contemporanea ed inoltre workshop sul disegno.
Conferenze e Corsi
Dal 1997 tiene corsi per studenti delle scuole Medie Superiori su tematiche di Storia dell’Arte
- Razionalismo ed irrazionalismo nell’Arte Moderna
- Giufà la statua ed il segnale
- L’uomo guarda l’uomo: il ritratto nel ’900
- L’occhio aperto sul mondo. Monet, Dubuffet, Giacometti
- Arte e modernità: lo svolgersi di un evento
Percorsi sul disegno
- Disegno Distinto, Assisi 2003
- Disegno Distante Padova, Casamari 2004
- Disegno Determinante, Montichiari 2004
- Copia dal Vero Presente, Segni Richiesti, Padova 2005
- Disegno Rivelato, Grottammare 2005
- Disegno Rivolto, Assisi 2006
- Disegno Incarnato, Assisi 2007
- Disegno Presente, Chioggia, Padova, Bologna 2009-10
- Disegno Riferito, Assisi 2011
Esposizioni
1989
Nanto, Simposio di Scultura Nantopietra.
Padova, Reggia Carraresi, “Segnali all’orizzonte” a cura di R. Petrucci.
1993
Modena, Premio Begarelli.
1995
Isera, Palazzo de’ Probizer, “Le forme dell’ideale” a cura di R. Balzarotti, testo di C. Ravasi.
Stra, Villa Pisani, “Memorie e attese” a cura di L Bortolatto,
Associazione Le Venezie, con il Patrocinio della XLVI Biennale d’Arte di Venezia, presentazione di C. Semenzato.
1996
Bologna, Sale Museali del Quartiere S. Stefano, “Apparenze e dimore” a cura di M. Cancelli.
Abano Terme, Kursaal, “Verticali”.
Treviso, Reggia dei Carraresi, “Terre d’acqua” a cura di L. Bortolatto.
Amburgo, Istituto italiano di Cultura, “L’ abito come metafora: disegni”.
Stra, Villa Pisani, “L’abito come metafora: sculture”.
In diretta televisiva dal Roxy Bar, “Folata: modellazione in creta”.
1999
Padova, Sala Ex macello, “Hortus Imperfectus”, a cura di E.Gusella, catalogo con contributi di M. Donà e A. Rovatti.
2005
Borgoricco (PD) “STARTART figurazioni” a cura di Laura Sesler
2008
Resana (PD) “Lo sguardo di Maria” a cura di Laura Sesler
2009
Cittadella (PD) “Incrocio” istallazione collettiva del gruppo DiSegno
2010
Castelfranco (TV) “Ritratto” collettiva promossa dalla Galleria Art&Media, mostra itinerante che ha avuto ulteriori esposizioni a Bassano del Grappa (VI), Castello di Godego (TV), Caerano San Marco (TV)
2012
Padova (PD) “Scacchi per San Rocco” mostra personale presso l’Oratorio di san Rocco a cura di Mirella Cisotto Nalon e Nicola Galvan. Interventi in catalogo di Andrea Colasio, Assessore alla Cultura, Giuseppe Frangi, Roberto Filippetti e Letizia Fornasieri.
Info:
Cell. 366.3505700
alfredo.truttero@gmail.com
Mercoledì 5 novembre al Centro Altinate “La strada bella”, il video per i 60 anni di CL
A 60 anni da quando don Luigi Giussani salì i gradini del Liceo Classico Berchet di Milano per insegnare religione, Comunione e Liberazione ha realizzato un video dal titolo «La strada bella». Il dvd, della durata di 84 minuti, racconta l’oggi del Movimento attraverso immagini da tutto il mondo, documentando che cosa è nato da don Giussani e da chi rivive la sua esperienza ora.
Per iniziativa dell’Associazione culturale Rosmini
“La strada bella” verrà proiettato
mercoledì 5 novembre 2014 alle 21.00
nel centro culturale San Gaetano – Altinate
di via Altinate, 71 – Padova
Ingresso libero, info 329-9540695 info@rosminipadova.it #lastradabella
Realizzato dai giornalisti Monica Maggioni e Roberto Fontolan e dall’art director Dario Curatolo, «La strada bella» è in omaggio col numero di ottobre di Tracce, la rivista internazionale di CL.
Sottotitolato in italiano, inglese, spagnolo, tedesco, francese, portoghese, russo e polacco, il video si avvale di centinaia di filmati giunti da 43 Paesi, di tre “storie” girate a New York, San Paolo e Kampala e di un’intervista a don Julián Carrón (presidente della Fraternità di CL) realizzata a Madrid.
Il video arriva dopo la pubblicazione della Vita di don Giussani (ed. Rizzoli) e le decine di presentazioni svoltesi in tutta Italia e mostra che ciò che tanti hanno potuto sentire e vedere leggendo il libro ha un frutto oggi: la vita di un popolo, che non può essere staccata da don Giussani, così come il Movimento non può essere diviso dalla storia di don Giussani.
Annunciando l’uscita del DVD, don Carrón ha detto di recente: «Il video è una testimonianza, una documentazione di come il Mistero abbia avuto pietà del nostro niente; ed è uno strumento che ci aiuta a comprendere il cammino che abbiamo fatto in questi anni e del quale dobbiamo essere ancora più consapevoli e grati».
Al video Tracce ha dedicato 10 pagine di presentazione con contributi di Monica Maggioni, Fontolan e Curatolo, insieme a tre interviste al presidente della Sea Pietro Modiano, al filosofo Eugenio Mazzarella e al sociologo Mauro Magatti che lo hanno visto in anteprima.
GUARDA IL TRAILER DEL VIDEO
Sant’Agostino, il vero fil rouge di papa Montini
Una presenza discreta eppure costante, un vero fil rouge fatto di appunti scritti perlopiù a mano con calligrafia minuta. Nel 2008 stati pubblicati dal mensile 30Giorni, diretto da Giulio Andreotti, gli appunti riguardanti sant’Agostino di Giovanni Battista Montini, come arcivescovo di Milano prima e come papa poi, raccolti da monsignor Pasquale Macchi, suo segretario.
La raccolta comprende circa 500 diversi passi di sant’Agostino; alcuni di essi si ripetono, così da raggiungere il numero di circa 700 citazioni in totale. Un numero che fa comprendere la conoscenza puntuale, la consuetudine e il profondo amore di Paolo VI per questo grande Padre della Chiesa.
L’Associazione culturale universitaria “Antonio Rosmini” di Padova, organizzatrice per undici anni del Convegni sull’attualità di sant’Agostino, martedì 25 novembre 2008 nell’aula magna dell’Università di Padova propose un incontro dal titolo Montini e Agostino - Sant’Agostino negli appunti inediti di Paolo VI, i cui contributi poi furono pubblicati in larga parte da 30Giorni (2/1999).
Li riproponiamo oggi a pochi giorni dalla beatificazione del papa bresciano. Questo il programma dell’incontro padovano.
Saluto
Gian Paolo Romanato docente di Storia della Chiesa all’Università di Padova
Leggi la relazione sul sito di 30Giorni
Introduzione
mons. Renato Marangoni vicario episcopale per l’apostolato dei laici - diocesi di Padova
Relazioni
Maria Tilde Bettetini docente di Storia della filosofia alla Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano
Leggi la relazione sul sito di 30Giorni
don Giacomo Tantardini autore del volume “Il cuore e la grazia in sant’Agostino” (Città Nuova editrice)
Leggi la relazione sul sito di 30Giorni
Gli appunti su sant’Agostino risalgono sia all’epoca dell’episcopato di Montini a Milano, sia al periodo del papato a Roma; quasi tutti sono scritti a mano, mentre rarissimi sono i brani trascritti con macchina da scrivere. È interessante segnalare che un discreto numero di citazioni di Montini non sono del tutto letterali e questo fa capire che buona parte di esse erano probabilmente fatte a memoria.
Ecco alcune immagini dell’incontro
“Alle radici del Cristianesimo veneto”, visita ad Aquileia e Grado
Un tour alla scoperta delle millenarie radici cristiane del Nordest. Domenica 9 novembre l’Associazione culturale Antonio Rosmini con il coordinamento di Romano Tiozzo propone una visita di una giornata ad Aquileia e Grado.
La vita di Aquileia romana dura sette secoli, dal 181 a.c. al 452 d.c. con l’invasione degli Unni. Dal 313 dopo l’editto di Costantino inizia lo splendore della città che era la nona dell’impero e la quarta d’Italia dopo Roma Milano e Capua ed aveva assunto il titolo di Capitale della Provincia Venetia ed Histria. Nel 320 inizia la costruzione della prima Basilica che ospiterà nel 381 il Concilio di Aquileia che sostiene l’ortodossia cristiana contro l’arianesimo che negava la divinità di Cristo.
Il programma prevede la partenza da Padova alle ore 8.00 e l’arrivo a Grado alle ore 10.00. È possibile partecipare alla Santa Messa delle 10.00 nella cattedrale di Sant’Eufemia. La celebrazione che sarà animata dalla corale della cattedrale.
A conclusione si potrà visitare nel centro della bella cittadina il campo dei Patriarchi, il duomo di Santa Eufemia e la vicina cattedrale di Santa Maria delle Grazie. Raggiungeremo poi la basilica della Corte per concludere alle 12.30 con una passeggiata nel bellissimo lungomare. Per la visita a Grado abbiamo invitato il professor Ezio Marocco curatore della Guida storico artistica della città.
In un quarto d’ora possiamo raggiungere Aquileia dove è previsto il pranzo al sacco fino alle 14.30. Qui inizierà la visita alla basilica patriarcale, alla cripta degli affreschi, ai mosaici delle Aule Teodoriane. Visiteremo anche la parte romana e – per chi lo desidera - i Musei. Alle 18.00 è fissata la partenza per Padova.
Alla gita si può partecipare con il pullman o con la propria auto. Sia Grado che Aquileia sono dotate di ampi parcheggi. Il costo per chi utilizza l’autobus è di venti euro a persona, quindici per i bambini sotto i 12 anni. Per chi viene con la propria auto le quote sono dieci euro per gli adulti e quattro per i bambini. La visita nel pomeriggio sarà guidata da don Carlo Gervasi, parroco a Udine e cultore di storia e tradizioni locali.
Info e conferme a Romano Tiozzo romano.tiozzo@ve.camcom.it (320-181076) o a Valentina Bolognesi valeboolo@gmail.com (340-3207258) anche con un sms. Per la conferma, si richiede di indicare se si partecipa con la vostra auto o con il pullman (sarà prenotato solo in caso di raggiungimento di una quota di almeno 50 persone). Per chi viene in pullman le iscrizioni si chiudono martedì 4 novembre, per chi invece viene in auto, si può confermare entro venerdì 7 novembre.
Blaise Pascal, un reazionario? Conferenza di Bruno Nacci a Padova
Mercoledì 8 ottobre 2014 alle ore 18.00 nell’Aula Magna del Collegio Morgagni di via San Massimo 33, a Padova il prof. Bruno Nacci terrà un seminario dal titolo:
BLAISE PASCAL, UN REAZIONARIO?
Dopo la discussione seguirà un incontro del relatore con gli studenti della Scuola Galileiana di Studi Superiori, organizzatrice dell’evento. L’incontro è aperto al pubblico.
Bruno Nacci, francesista, ha appena pubblicato “La quarta vigilia - Gli ultimi anni di Blaise Pascal” (La scuola di Pitagora Editrice, Napoli, 2014, 433 pagine, 35 euro)
Riportiamo un articolo de il Quotidiano Il Centro
Il genio di Pascal nel saggio di Bruno Nacci
di Giovanni D’Alessandro
Ci sono libri che travolgono. Che afferrano e non si fanno lasciare, dotati di un fortissimo magnetismo, che si appostano su un comodino o su una scrivania in agguato del gesto magico del pick up, dell’esser presi in mano e non lasciati più, in una dimensione di astrazione spazio-temporale, per lunghe ore di lettura. E quando l’autore è un francesista, saggista e pensatore come Bruno Nacci e il soggetto sono gli ultimi quattro anni di vita di Blaise Pascal - cioè di un personaggio che non appartiene solo al Seicento francese o anticipa il secolo dei Lumi, ma si colloca nella nostra quotidianità con un pensiero straordinariamente moderno, non a caso richiamato dai massimi filosofi della contemporaneità - ecco che un libro rimane in prodigioso equilibrio tra polarizzazioni opposte, tra forze che risucchiano il lettore pagina dopo pagina e non permettono che se ne scosti.
È il caso dello splendido saggio, fresco di stampa, “La quarta vigilia - Gli ultimi anni di Blaise Pascal” (Bruno Nacci, La scuola di Pitagora Editrice, Napoli, 2014, 433 pagine, 35 euro) che ha già mobilitato la critica, avvedutasi, dopo anni di asfittico solipsismo della saggistica, di essere in presenza di un’opera destinata a valicare i confini nazionali e che, per tenerci a quelli regionali, gli abruzzesi avranno anche l’opportunità di veder presentato in più sedi, quasi in anteprima, essendo l’autore, milanese, molto legato alla nostra realtà.
Chi è Pascal (Clermont-Ferrand 1623-Parigi 1662)? È un gigante del pensiero, dell’anima e della scienza.
È un genio dotato della precocità di Mozart e della poliedricità di Leonardo, capace di associare, in vertiginosa verticalità, al pensiero filosofico invenzioni pratiche come la prima calcolatrice meccanica in grado d’eseguire le quattro operazioni (la realizzò poco più che adolescente, per aiutare il padre, funzionario reale che doveva occuparsi di lunghi calcoli per riscuotere le tasse); di realizzare nuovi strumenti simili al barometro, per verificare l’esattezza delle rilevazioni dell’italiano Torricelli; di organizzare il trasporto pubblico della più importante metropoli del suo tempo, Parigi dove viveva, nel tempo in cui si dedicava da scienziato al gioco d’azzardo, delizia e rovina di molti grandi a corte e nei salotti aristocratici; di cimentarsi con la paideia, sperimentando un nuovo metodo per insegnare a leggere ai bambini, come un umile maestro di campagna, e nello stesso tempo di produrre studi di matematica che giravano in tutt’Europa, attesi con bramosia da matematici del valore di Fermat; d’essere uno studioso capace di consegnarci, sull’Alterità, le più alte armonie di conciliazione tra fede e ragione che siano state scritte.
Pascal sfugge a ogni definizione. Tranne una: che trasformava in oro ogni cosa a cui si dedicava, facendo progredire con il suo genio, nella sua pur breve vita (39 anni), tanto la scienza quanto l’interrogazione dell’uomo su di sé e sulla propria condizione.
In questo libro Bruno Nacci percorre gli ultimi quattro anni della vita di Pascal, a partire appunto dal 1658. Lo fa con un saggio documentatissimo e ponderoso (senz’essere pesante) che privilegia l’approccio biografico al Nostro, con una premessa tucididea e plutarchica sull’essenza di ciò che una biografia dovrebbe essere. Racconta tutto il mondo in cui viveva Pascal - quale solitaire (laico in condizione di celibato) - nella luminosa e inquietante comunità di religiose di Port-Royal. La voce di Pascal trasferisce le inquietudini del suo tempo ai nostri giorni. Un gigante del pensiero si leva dalle quattro vigilie del suo transito terreno che avverrà nel 1662. Nessuna mens mathematica ha forse indagato, con tanta freddezza e incandescenza al contempo, la propria condizione terrena e l’anelito al divino. Spingendosi all’estremo passaggio, la conciliazione della inconoscibilità di Dio con l’assediante consapevolezza della sua ineludibilità.
Una s. Messa in basilica del Santo per ricordare don Giacomo Tantardini
L’Associazione culturale Antonio Rosmini di Padova segnala che mercoledì 1 ottobre alle ore 12.00 nella Basilica del Santo a Padova verrà celebrata una santa Messa in suffragio di don Giacomo Tantardini, per undici anni relatore dei Convegni sull’attualità di sant’Agostino promossi dalla nostra Associazione.
Presiederà la concelebrazione don Alfredo Comi, per 42 anni parroco di Barzio (SO), paese natale di don Giacomo.
A questo link potete trovare un breve profilo di don Giacomo e una sua lettera di risposta a un messaggio di auguri di don Alfredo.
A Padova la prima assoluta di Apocalisse con Figure
Il Battistero del Duomo di Padova ospita eccezionalmente l’esecuzione di un oratorio che il compositore Luca Belloni ha dedicato agli affreschi di Giusto dei Menabuoi. Una data anche al Santo
Non sono molti i cicli pittorici dedicati all’Apocalisse di San Giovanni Evangelista. Tra questi uno dei meno conosciuti e allo stesso tempo più completi è l’ampio ciclo, ben 43 dipinti, col quale Giusto de’ Menabuoi ha illustrato l’abside dello splendido battistero del duomo di Padova. Il maestro trecentesco ha voluto (e saputo) raffigurare, con serrata concisione, praticamente l’intero testo biblico racchiudendo, in uno spazio tutto sommato contenuto, autentici tesori pittorici ed umani.
Ed è proprio dal ciclo di Giusto che Luca Belloni, 45enne compositore nato a Milano ma residente ed attivo ormai da moltissimi anni in Veneto, ha preso le mosse per articolare l’Oratorio per soli, voce recitante e strumenti Apocalisse con figure che, già nel titolo, di ascendenza evidentemente anche düreriana, denuncia il debito nei confronti del capolavoro del pittore toscano.
Segnaliamo quindi volentieri la proposta del Gruppo studentesco Spirto gentil: Luca Belloni
oratorio per soli, voce recitante e strumenti ispirato agli affreschi dell’abside del Battistero di Padova.
Testi di San Giovanni evangelista, San Tommaso d’Aquino, San Bernardo di Chiaravalle scelti dal compositore
Due concerti:
lunedì 6 ottobre 2014 ore 20.45
nella sala dello Studio Teologico del Santo ore 20.45
(ingresso libero. Saranno proiettate le scene degli affreschi di Giusto grazie alla cortesia del fotografo Giorgio Deganello)
martedì 7 ottobre 2014 alle 20.45
nel Battistero del Duomo di Padova
(serata ad inviti)
Interpreti:
Sonia Bianchetti soprano
Alessandra Andreetti mezzosoprano
Annunziata Panetta voce recitante
Ensemble WEBERN
Claudio Miotto clarinetti
Federico Andreatta corno
Luciano Chillemi chitarra
Michele Zappaterra pianoforte/tastiere
Luca Belloni direttore
Il concerto è realizzato con il contributo dell’Università degli Studi di Padova sui fondi della legge 3.8.1985 n. 429.
Info 346-3187575. Scarica la locandina in formato .pdf e in formato .jpeg
Testo enigmatico che nei secoli ha affascinato legioni di commentatori che hanno tentato di decifrare la sua mirabolante simbologia, l’Apocalisse di S. Giovanni è, nella sua inesauribile ricchezza, anche una miniera di immagini e di suoni. Proprio questo aspetto assolutamente sensoriale (carnale nel senso proprio - saremmo tentati di dire peculiare - del cristianesimo) ha affascinato innumerevoli artisti che hanno trovato, nelle pagine del testo giovanneo, fonte di ispirazione per capolavori di assoluta grandezza.
Il fulcro poetico del lavoro di Belloni sta nel riconoscere al testo giovanneo e alla sua fedele illustrazione pittorica da parte del Menabuoi un valore non solo estetico ma, ben più profondamente, esistenziale. La Rivelazione (questo è il significato letterale della parola “apocalisse”) della verità sulla vita del singolo e sul senso della storia è il punto focale del testo biblico e del lavoro del compositore che ha voluto sottolineare l’aspetto sacramentale/liturgico implicito nel testo dell’Evangelista creando dei “segnalibri” eucaristici tra i vari episodi - i passi scelti corrispondono puntualmente ai 43 affreschi di Giusto - tratti dal testo di S. Giovanni.
La dimensione eucaristica è peraltro, secondo il compositore, assolutamente evidente nella struttura e disposizione degli affreschi all’interno del Battistero e, segnatamente, nel grande pannello centrale dell’Apocalisse in cui Giusto colloca l’Agnello immolato (Cristo) esattamente nel punto in cui, durante la Messa, avviene l’Elevazione.
In ogni circostanza, sembra dirci il compositore, è possibile cambiare prospettiva e intuire i segni in spe e talvolta contra spem dell’amorevole presenza di Cristo che accompagna e abbraccia, misteriosamente ma realmente, le vicende umane.
Come non vedere, nel commovente finale dell’Apocalisse (“Vieni, Signore Gesù”) e nell’ineffabile bellezza del Paradiso che corona la cupola del Battistero, uno dei grandi capolavori della pittura di ogni tempo, il sospiro e il grido consapevole o meno di ogni uomo che, tra le onde di una vita spesso incomprensibile ed apparentemente ingiusta, cerca l’abbraccio che gli porti il riposo e la pace?
L’Ensemble “Webern” è attivo nel 1997 nell’ambito della promozione della musica con particolare attenzione per la contemporaneità e l’intersezione tra le diverse arti (musica, pittura, poesia ecc.). Tra i numerosi concerti si segnala in particolare Giovano in coro le stelle del mattino ispirato agli affreschi della Cappella degli Scrovegni ed eseguito (in prima assoluta) nella meravigliosa cornice del monumento padovano.
Luca Belloni è compositore e direttore d’orchestra. Le sue opere sono state eseguite in Italia e all’estero e radiodiffuse. È autore di numerose pagine vocali e strumentali tra cui si segnalano due atti unici (Il Ritorno e La morte di Ivan), tre oratori (Passio et mors Domini Nostri Jesu Christi secundum Lucam, Russia 1943 - dedicato alla ritirata di Russia - e Apocalisse con figure) e il work in progress “Historia mundi”.














