Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo

Quel che abbiamo ricevuto suscita ancora interesse in noi? Come può tornare ad essere attraente? È il tema del Meeting di Rimini di quest’anno.

Quando Faust, il protagonista del capolavoro di Goethe, osserva la sua stanza degli esperimenti, nota amaramente: «Vecchio alambicco che non ho mai usato, sei qui solo perché ti ha usato mio padre; vecchio rotolo, ti sei annerito mentre fioca la lampada fumava sul leggio. Quel poco che possiedo l’avessi scialacquato, invece di sudare sotto il suo peso».

E infine conclude: «Quel che non giova, è un carico pesante».

Quel che abbiamo non dura solo grazie all’inerzia. Non è una questione religiosa. La nostra vita, gli affetti, le nostre stesse libertà possono svanire. Ce lo rammentano le insicurezze che stiamo attraversando, che penetrano nelle nostre vite gettando un ombra su quanto abbiamo dato per scontato, su quel che i nostri predecessori hanno costruito.

A meno che tutto ciò che già teniamo nelle nostre mani non ridiventi nostro. Che lo afferriamo nuovamente, con le nostre energie e la nostra fatica. Nelle parole di Goethe, «Ciò che hai ereditato dai tuoi padri, riguadagnatelo per possederlo». È dunque una questione di libertà: sia per chi offre un tale tesoro, sia per chi lo accoglie. In altre parole, è una questione di educazione.

L’Associazione culturale Rosmini, proprio in un tempo di incertezza come il nostro, vuole discutere della sfida che riguarda tutti: trasmettere il meglio di sé e di ciò che abbiamo incontrato, in un modo interessante e attuale, al passo con le circostanze che attraversiamo.

Affronteremo il tema con chi se ne occupa, per lavoro e per passione, ma innanzitutto lo vive sulla pelle: rav Aharon Adolfo Locci è il rabbino della comunità di Padova; il musulmano egiziano Wael Farouq vive e insegna all’Università Cattolica di Milano; Michele Visentin dirige l’istituto scolastico Maria Ausiliatrice di Padova. E infine ne parleremo nel luogo più simbolico: il museo della Padova ebraica – l’antica sinagoga della città, riguadagnata – appunto – alla città dopo essere stata distrutta negli orrori del secondo conflitto mondiale.

L’appuntamento è per domenica 9 luglio alle 18.30, in via delle Piazze 26.

Scarica la locandina dell’incontro.

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