Quando Bing Bong ci insegna ad amare

di Giovanni Scarpa.

foto 2Il penultimo film di animazione Pixar Inside out ha suscitato una serie innumerevole di articoli molto belli. E ora che si sono un po’ calmate le acque, ora che giornalisti e critici hanno fatto il loro dovere, vorrei gettare il mio piccolo sassolino.

foto 5Si, perché pochi, troppo pochi hanno posato lo sguardo su quello che per me è stato, tra tutti, il personaggio più commovente della storia dei film Pixar. Più dei toccanti otto minuti in cui si dipana l’avventura amorosa degli sposi in Up, più del rapporto d’amicizia profonda che lega Dory a Marlin, più della dedizione semplice e toccante di Crichetto, più della tensione paradossalmente umana di Wall-e, Bing Bong centra il bersaglio, ferisce il cuore con la sua allegria e il suo “eroismo affettivo”.

foto 3Bing Bong è l’amico immaginario della protagonista, il morbidoso compagno dei primi anni, dei lunghi interminabili giochi. Si trova libero e solo, ormai, nella parte più profonda della mente di Riley e anche se dimenticato, anche se apparentemente inutile, lo incontriamo e lo vediamo proprio mentre raccoglie i ricordi più belli di lei, quelli più preziosi, mentre li mette da parte in una strana saccoccia prima che gli “addetti” li eliminino per sempre. E poi l’avventura, la compagnia alle disperse emozioni, la caduta nel baratro, il sacrificio! Scene di una sconcertante drammaticità che mai ci si sarebbe aspettati dalla Disney (che un tempo avrebbe forse evitato, modificandole come la fine reale della Sirenetta di Andersen) e che pare anzi, dovessero essere ancora più esasperate, ancora più toccanti.

how-inside-out-expertly-fits-into-the-pixar-theory-like-it-s-not-even-trying-449964[1]Ecco, in questo periodo di attentati e guerra, in questo mondo in subbuglio, il personaggio creato da Pete Docter salva per noi nella sua saccoccia, una preziosa sfera dimenticata che dice: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13).

Nessun personaggio dei cartoni, neanche la principessa Anna in Frozen o Flynn Rider in Rapunzel (che col loro gesto tornano infine alla vita), ha saputo dare se stesso in modo così gratuito, così totale, così dimentico di sé!

foto 1Bing Bong si dona e basta, non visto, non ricordato, come i veri eroi del quotidiano. Mi ha ricordato alcuni passi del diario di Santa Teresina o quel bel frammento di Pavese che dice: “È una vecchia sapienza, ma fa piacere averla riscoperta. Credi solo all’attaccamento che costa sacrificio: tutto l’altro è, nel migliore dei casi, retorica. Del resto Cristo – il nostro divino modello – non pretendeva di meno dagli uomini”.

foto 5Quale marito non vorrebbe poter amare così, quale fidanzato non vorrebbe potersi dare così per la sua amata. È un “amore al Destino dell’altro”, direbbe un grande educatore del diciannovesimo secolo come Giussani, che permette questa realizzazione.

Solo allora potremmo sussurrare come Bing Bong, consegnando alla Gioia chi ci sta a cuore: “Portala sulla luna per me”.

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