Tra metallo e nerdaggine. Appunti sul genere Mecha

mecha-4di Giovanni Scarpa. Lo ammetto sin da subito: il breve articolo che segue è una scusa per parlare di un modellino. Il modellino di un robot o, per essere più precisi, di un Mecha: lo ZVB3000 di Kow Yokoiama (comunemente detto Ma.K). Come incipit direi che siamo sul nerd andante, ma era inevitabile. Perché quando alla gioia di vedere alcune riproduzioni di questo S.A.F.S (Super Armored Fighting Suit) nel web, è seguita la delusione di non trovare alcuna recensione in lingua italiana, ho deciso scrivere questi appunti.

mecha-3E non solo non ho trovato alcuna recensione dell’artista in questione o della sua opera, ma del “genere Mecha” in toto (animazione, fumetti, modellismo…). Esistono, certo, forum su forum gestiti da nerd italiani iperqualificati; ma parlano sempre di Gundam, Evangelion e tutta quella combriccola nipponica un poco chic, che mi è sempre parsa (con tutte le spade, gli spadoni, i bazooka e i bazookoni) oppressa da una sorta di horror vacui grafico (e finisco sempre a immaginare chissà quale magnifica creatura avrebbe potuto disegnare Jacovitti!!)

mecha-2Lo ZVB3000 conserva invece, per quanto mi riguarda, lo spirito stesso del genere Mecha. Un genere cioè che non cerca di aumentare la familiarità del metallo con la carne, di creare sofisticate macchine pensanti, novelli Frankenstein in lamiera. No, il fine del Mecha è dar vita a vere e proprie armature d’acciaio, esoscheletri raffinati o grezzi che fanno uso della tecnologia per proteggere l’uomo celato al loro interno. È una corazza che si deve percepire in tutta la sua massa, che dev’essere pesante, vi si devono scorgere le ammaccature (che sono cicatrici di guerra), la vernice scrostata, la ruggine.

mecha-1Lo sanno i vecchi capolavori di Armored Troopers, quelli del manga Black History (di cui ho potuto gustare per ora solo le copertine), così come quelli più moderni dell’inglese Ian McQue. Tutti quelli cioè che non hanno dimenticato le proprie origini belliche: i vecchi Tank delle guerre mondiali, l’artiglieria pesante degli incrociatori. Lo hanno un po’ capito anche i robot tamarri di Pacific Rim e (in modo discutibile) le armature di Iron Man e tanti altri che meriterebbero di essere citati.

mecha-5Ma tornando a noi, cari maschi (le femmine dubito avranno continuato a leggere dopo la terza quarta riga), andatevi a vedere che figata sono le creazioni della “Maschinen Krieger”, soprattutto quelle dipinte da Max Watanabe, colorista e modellatore. Mi sento nuovamente un po’ nerd a dirlo, e ancora di più per averlo scritto, ma sono imperdibili! E lasciandovi con un po’ di suspence, provate ad immaginare cosa succederà quando mia moglie scoprirà che sto per spendere un sacco di soldi per comprarmi un modellino superfigo-deluxe di un robotino.

 

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