La vita di Gesù: possiamo fidarci dei Vangeli?

Le_Caravage_-_L'incrédulité_de_Saint_Thomas«Apro i Vangeli e constato che in essi la fede è sempre una conseguenza. I Vangeli, che riassumono la Parola annunziata agli inizi, non sono una raccolta di proposizioni di fede, ma un racconto di ciò che è avvenuto». Così Jean Guitton, intellettuale francese di primo piano e amico personale di papa Paolo VI. Ma in che senso i Vangeli si possono considerare narrazioni storiche affidabili? E cosa ci dicono veramente di questo personaggio storico dalle caratteristiche del tutto singolari: Gesù Cristo? L’Associazione culturale universitaria Antonio Rosmini, con il patrocinio della Facoltà Teologica del Triveneto, propone

mercoledì 17 aprile 2013 alle 21.00
Sala dello Studio teologico del Santo

piazza del Santo, 11 – Padova

La vita di Gesù: possiamo fidarci dei Vangeli?

Relatori:

Stefano Romanello
docente di Esegesi del Nuovo Testamento nella Facoltà Teologica del Triveneto

Filippo Belli
docente di Introduzione alla Sacra Scrittura nella Facoltà Teologica dell’Italia Centrale

L’incontro culturale vuole essere un modo per ricordare monsignor Giuseppe Segalla, sacerdote della Diocesi di Padova e docente emerito di Nuovo Testamento nella Facoltà Teologica del Triveneto e la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, scomparso l’11 luglio dell’anno scorso a 78 anni. Segalla è stato senza dubbio una delle figure più significative, a livello nazionale e internazionale, nel campo dell’esegesi neotestamentaria, noto soprattutto per gli studi sul quarto Vangelo e la ricerca sul Gesù storico. Vanta una bibliografia sterminata, testimonianza di uno studioso instancabile e appassionato della Sacra Scrittura. Una delle sue ultime fatiche è stata la Teologia biblica del Nuovo Testamento.

Il dialogo prenderà le mosse anche dalla recente riflessione di Benedetto XVI e dai suoi tre libri sulla figura di Cristo Gesù di Nazaret (2007), Gesù di Nazaret. Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione (2011) e L’infanzia di Gesù (2012). Tre testi nei quali l’interrogativo sulla storicità dei Vangeli è particolarmente vivo. Inoltre il papa emerito sottolinea che non i vangeli sono mere documentazioni di un fatto che riguarda il passato, ma narrazioni che si pongono in modo del tutto particolare in rapporto con il tempo presente. «Una domanda del giusto esegeta», scrive Joseph Ratzinger – Benedetto XVI, «deve essere: è vero ciò che è stato detto? Riguarda me? E se mi riguarda, in che modo? Di fronte a un testo come quello biblico, il cui ultimo e più profondo autore, secondo la nostra fede, è Dio stesso, la domanda circa il rapporto del passato con il presente fa immancabilmente parte della stessa interpretazione».

Il tema sarà svolto da due tra i teologi italiani che più hanno approfondito la questione. Nato a Udine nel 1961, presbitero dell’Arcidiocesi di Udine, Stefano Romanello ha conseguito la licenza in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico in Roma e successivamente il dottorato in Teologia Biblica alla Pontificia Università Gregoriana in Roma nel maggio 1998. È insegnante di Esegesi del Nuovo Testamento nello Studio teologico interdiocesano di Gorizia – Udine – Trieste, affiliato alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, e presso gli Istituti superiori di Scienze religiose di Udine e Portogruaro (VE). È autore di vari articoli riguardanti soprattutto le lettere paoline e di alcune monografie tra le quali si ricordano Lettera agli Efesini, Paoline, Milano 2003, Lettera ai Galati, Messaggero, Padova 2005 e Una legge buona ma impotente. Analisi retorico-letteraria di Rm 7,7-25 nel suo contesto, EDB, Bologna 2000.

Milanese, nato nel 1963, Filippo Belli è sacerdote della diocesi di Firenze. Dopo l’ordinazione nel 1995, ha proseguito gli studi a Roma al Pontificio Istituto Biblico ottenendo la Licenza e il Dottorato lavorando sulla Lettera ai Romani. Ritornato a Firenze, nel 2001 ha iniziato a insegnare nella Facoltà teologica dell’Italia Centrale di Firenze dove svolge tuttora la sua attività di docente con corsi di Introduzione alla Sacra Scrittura, di greco biblico e di altri temi biblici. Oltre la sua tesi dottorale (Argumentation and Use of Scripture in Romans 9-11, 2010), ha pubblicato in questi anni diversi articoli e saggi, in particolare su san Paolo e l’uso delle Scritture nel Nuovo Testamento. Svolge inoltre l’attività di conferenziere e di guida di pellegrinaggi in Terra Santa.

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