28faf62a3fc33e8ca24427036f6d9d5bProseguono i contributi di Giovanni Scarpa, studente della facoltà di Lettere, già presidente dell’Associazione Rosmini e grande appassionato di immagini e fumetti. Ricordiamo che per Il Leggio Editrice Scarpa ha pubblicato “Giorgio foresto, le opere segrete di Giorgio De Gaspari”. Ecco un suo semiserio intervento sulla fisiognomica dei supereroi.

 

Questo breve scritto potrebbe certo raggiungere le altezze (o bassezze) intellettuali di un Lavater o di Lombroso, non fosse per la sua più che scontata prevedibilità.

tumblr_mka8r2LWVH1rnhr86o1_1280Ciò che infatti concerne la fisiognomica supereroistica maschile, le sue costanti iconografiche, le sue geometrie facciali, è ormai di dominio pubblico.

Ne faceva menzione l’intrigante pellicola The Unbreakable – il predestinato – nella quale la melliflua voce di Samuel L. Jackson descriveva il volto di un supercattivo. Per questo non ricorrerò, come invece ebbe modo di fare Marco Bussagli, ad antecedenti intellettualoidi come Leonardo Da Vinci, Bernini o Carracci (http://www.treccani.it/enciclopedia/fumetto_(Universo-del-Corpo)/).

Sarà assolutamente volgare questa mia revisione, ma tant’è…

Un tale funambolico preambolo non poteva che portarmi allora, a considerare la cosiddetta (dal sottoscritto naturalmente) “questione del mento”.

Elemento cruciale, il mento, che discrimina e separa i buoni dai cattivi (con le solite dovute eccezioni).

tumblr_mz7oyztA8P1tp6rxbo1_500Sia stato poi un suggerimento inconscio di Jerry Siegel per la caratterizzazione di Superman, o che lo abbia compreso per ardue vie induttive Stan Lee, non lo sapremo mai; certo è che l’ascendente “asburgico” o “prognatico” dei buoni rimane innegabile, basti guardare la super mandibola di Tom Welling!

Spesso, anzi, si va ad aggiungere quella piccola fossetta alla Bruce Wayne che presto vedremo sui grandi schermi interpretata dal sublime mento di Ben Affleck (vedi il trailer a pié di pagina), come se alla già salda struttura monolitica, ne dovesse subentrare una più stabile, bifora.

Magnifico testimone di questa idiosincrasia supereroistica è stato senza ombra di dubbio il grande e ormai “storico” disegnatore Bruce Timm.

3d3916803620181127ee8fc546314392Non solo perché il suo inconfondibile tratto ha dato a Batman, Superman, Thor e Capitan America, un mento simile a un cubo di marmo (con la non poco azzeccata idea di indistruttibilità che ne segue), ma soprattutto perché i suoi “cattivi” forniscono una esemplare inversione geometrica. Il suo Joker, rimasto nell’immaginario comune nonostante le fortissime ascendenze iconografiche dell’ultimo Heath Ledger, ha uno dei menti più affilati dalla storia del fumetto: è spigoloso, scontroso, violento. La sua freccia acuminata corrisponde e colpisce perfettamente il bonario e robusto bersaglio dei “buoni”. Lo stesso si potrebbe dire del più paffuto Pinguino o del verde Goblin.

Esigenze grafiche, certo, queste, che altri più esili supereroi come Spiderman o Silversurfer non possono permettersi, e che enormi cattivi come Rhino sono costretti a sovvertire; e tuttavia suggestive.

Considerazioni, insomma, che lasciano il tempo che trovano, o per meglio dire, il “mento” che trovano.

(Giovanni Scarpa)