famcristionline_20160704155314737_1824520[1]di Massimo Borghesi. «Perché dovremmo perdonare una persona che ci ha fatto del male? Perché noi per primi siamo stati perdonati, e infinitamente di più. Non c’è nessuno fra noi, qui, che non sia stato perdonato». Sono parole di papa Francesco ad Assisi, durante la meditazione a Santa Maria degli Angeli tenuta giovedì 4 agosto in occasione dell’ottavo centenario del Perdono di Assisi. Da questa frase prende il via l’Edicola di Radio Vaticana di venerdì 5 agosto, in dialogo con Massimo Borghesi.

«Il contributo più grande del cristianesimo è svelenire gli animi e superare i muri di diffidenza tra i popoli», dice il filosofo riprendendo le parole del Papa. «La misericordia su cui insiste papa Francesco non ha nulla che fare con il buonismo, include una precisa e drammatica lettura del mondo contemporaneo. Si innesta piuttosto sulla consapevolezza del primato della grazia che era propria già di Benedetto XVI».

Il Papa secondo Borghesi «offre una mano tesa agli ambiti dell’Islam che desiderano togliersi di dosso la patologia che ha trovato nell’Isis il suo punto di riferimento». Si tratta di una «lotta interna all’Islam e quello del papa è un grande contributo a dissociare l’Islam dall’Isis».

Spesso però sono proprio i cattolici che non comprendono l’atteggiamento di Francesco. Interrogato dal conduttore sul titolo di apertura de Il Foglio di venerdì 5 agosto “Un fronte cattolico contro Francesco”, Borghesi parla di «interpretazione che obbedisce a una logica di scontro di civiltà e di religioni, una posizione miope che fa il gioco dell’Isis», perché anche in questo caso, come spesso accade, gli opposti estremismi si alleano tra loro.

 

L’audio de L’edicola di Radio Vaticana di venerdì 5 agosto 2016.